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Posted by on giu 13, 2015 in About, Blog | 0 comments

Il rumeno è facile per gli italiani?

Il rumeno è facile per gli italiani?

Vorrei sfatare un luogo comune che mi è capitato spesso di sentir ripetere: il rumeno non è così simile all’italiano.

Di sicuro il vocabolario rumeno ed italiano (oltre che napoletano) presentano molti punti di contatto, condividendo la comune appartenenza alla famiglia delle lingue neolatine ma secoli di strade e percorsi differenti hanno in seguito allontanato i due idiomi.

ll rumeno, in particolare, è stato fortemente influenzato dal turco e dalle lingue slave che ne hanno modificato fonetica, vocabolario e grammatica.

Il rumeno è facile per gli italiani?

Magari alcuni non saranno d’accordo con me ma credo che il rumeno sia semplice ed abbordabile per noi italiani sino a quando si resta ad un livello piuttosto superficiale: tutti sono in grado di spiccicare due paroline e mettere insieme due semplici frasi.

Quando, tuttavia, si arriva ad una fase più avanzata e si tenta di parlare rumeno in modo corretto, fluente e in contesti lavorativi le cose diventano un po’ più difficili. Trovo la grammatica rumena fastidiosamente irregolare (le eccezioni sono sovente la regola), la pronuncia abbastanza ostica (alcuni suoni non hanno corrispondenza con quelli italiani e all’inizio mi sembravano un po’ innaturali) senza dimenticare che raggiungere un livello di ortografia accettabile non è davvero cosa da poco.

In estrema sintesi credo che il rumeno presenti un grado di difficoltà medio-bassa, essendo da un lato più difficile di altre lingue neolatine quali francese e spagnolo, dall’altro molto più semplice del tedesco e sicuramente di tutte le lingue parlate nei paesi confinanti con la Romania (bulgaro, ungherese, ucraino e via dicendo).

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