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Posted by on dic 12, 2010 in Blog, Tradizioni rumene | 0 comments

Natale in Romania tra moșii, colinde e piftie

Natale in Romania tra moșii, colinde e piftie

sarmale-piatto-tipico-rumenoTrascorrere il Natale in una famiglia rumena è un’esperienza indimenticabile che ti riconcilia con un periodo che spesso sembra aver perso il suo originario significato. In molte zone della Romania, la settimana durante la quale si ricorda la nascita di Gesù Cristo conserva un’aura di sacralità e magia che rende impossibile non “sentire il Natale”. Esistono, di certo, tanti punti di contatto tra il modo di festeggiare in Italia e Romania ma anche la tradizioni dell’albero e di Babbo Natale sembrano essere vissute in modo diverso e forse più autentico.

Mo? Craciun e Mo? Nicolae

L’evento che in un certo modo “apre” il mese delle feste è l’arrivo di Mo? Nicolae che nella notte tra il 5 ed il 6 dicembre lascia dei doni nelle scarpe dei bambini che si sono comportati bene e dei rami d’albero in quelle dei bimbi disubbidienti. Molte leggende avvolgono questo personaggio a metà strada tra sacro e profano: alcuni lo identificano con il San Nicola della tradizione cristiana, altri sostengono sia il fratello di Babbo Natale (Mo? Craciun). A differenza di quest’ultimo, Mo? Nicolae non si mostra mai ai bambini che devono aspettarlo addormentati (un po’ come in Italia si aspetta la Befana che in Romania non esiste). Il 24 è invece il turno di Babbo Natale: in genere c’è sempre qualche amico di famiglia o parente che si traveste per venire a salutare i bambini.

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L’albero di Natale

L’albero di Natale (bradul de craciun) si prepara il 24 dicembre (non l’8 come da noi): il capofamiglia porta l’abete (rigorosamente vero) e tutta la famiglia partecipa adornando i rami con palline, festoni ed oggetti vari… a volta dietro ogni decorazione c’è una storia, un racconto… L’angioletto regalato anni prima dai genitori defunti custodito con gelosia, la pallina magari un po’ rovinata ma che ricorda ai genitori un Natale dell’infanzia sono solo alcuni esempi tra i tanti possibili.

Colinde e colindatori

Non esiste Natale in Romania senza le colinde, i canti, per lo più di carattere religioso, intonati dai bambini che visitano tutte le case augurando felcità e prosperità in cambio di dolci, caramelle o sempre più spesso di qualche spicciolo. I colindatori sono vestiti in alcune regioni di costumi tradizionali fatti di pelli di capra e orso e talvolta improvvisano al momento i propri canti adattandoli alla famiglia visitata.

Il cenone di Natale

Il maiale è, suo malgrado, il grande protagonista del cenone natalizio: se nella capitale ormai si suole comprarne la carne al supermercato, in molte zone della Romania la tradizione vuole che l’animale sia sgozzato davanti a tutta la famiglia in un’atmosfera di grande festa. I bambini sono invitati a salire sul maiale perché si crede che in tal modo cresceranno grandi e sani. In un cenone rumeno non possono mancare la ?uica (una grappa fortissima bevuta per aprire l’appetito) sarmale (involtini di carne macinata avvolti in foglie di verza o viti), piftie (gelatina all’aglio contente piedi, orecchie e testa del maiale), ?oric (pelle di maiale lavata e salata), toba (un enorme salsiccia contente le interiora del suino che viene condita con un po’ di mostarda), gratar de porc (arrosto di maiale) e per concludere il cozonac, una sorta di panettone. Chi scrive ha particolarmente apprezzato sarmale ed arrosto mentre per le altre specialità resta ancora qualche riserva (non amo troppo le gelatine e le interiora), ma si tratta di gusti strettamente personali quindi mi perdonino i miei amici e parenti rumeni.

Una festa di famiglia

Il Natale è un evento innanzitutto familiare in Romania: durante questo periodo molti approfittano per riunirsi con i parenti che si riesce a vedere solo una o due volta l’anno. In effetti, a causa della forte concentrazione nella capitale (cuore economico del paese) e ancor più della massiva emigrazione all’estero, i rumeni vivono il Natale come un vero e proprio ritorno alle loro radici. Naturalmente le considerazioni espresse in questo articolo non possono essere generalizzate: purtroppo a Bucarest le tradizioni sono andate perdute e quindi il visitatore straniero non noterà molte differenze rispetto alla altre grandi città europee. Per vivere un vero Natale “rumeno” il nostro consiglio è puntare sulla Transilvania, su Maramure? o comunque non sulla capitale: l’ideale sarebbe trovare una sistemazione presso una famiglia magari in un piccolo villaggio.

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